Josko Gravner

“UN CONTADINO MODERNO”

Il vino che faccio deve piacere a me! Questa affermazione potrebbe essere l’estrema sintesi dell’incontro che abbiamo avuto con josko Gravner presso Hotel Hilton di Roma in occasione del congresso A.I.S. Associazione Italiana Sommelier 2012. Ovvio, non si può sintetizzare ed esemplificare in questo modo un incontro così verace con l’autentico produttore Goriziano che raramente si presta per raccontare e  raccontarsi.

Tante le tematiche discusse, non solo legate alla sua filosofia produttiva. Un vero e proprio monologo quello che Gravner ha regalato ai presenti. Dalla globalizzazione alla standardizzazione del prodotto, passando per i vini da capitolato e poi a quel viaggio nell’83 in California che gli cambiò la visione per il mondo del vino e forse per la vita. Qui, comprese cosa non voleva fare da grande, produrre vini fotocopia, figli di un’industria prosperosa, ma, dall’identità sconosciuta. Dopo qualche anno, il tempo di smaltire la delusione, intraprese la strada maestra verso il Caucaso in Georgia. Oggi, il suo percorso è riflesso nei suoi vini. Incontrarlo fuori dalla sua cantina, lontano dalle sue anfore, in contesti sfarzosi e lussureggianti è un punto d’incontro tra passato e presente. Per questo ci piace definirlo un contadino moderno.

Il mondo del vino sa regalare momenti unici e irripetibili, ai quali proprio non bisogna mancare.

Noi c’eravamo, Carpe diem!

“IL CALICE”

Breg 1998 & Breg 2005

Il colore è sinonimo di vino, così ci ha raccontato Josko, infatti, il mantello ramato è il comune denominatore di tutti i vini degustati. Una cromatura che intriga la vista e indirizza il palato verso aspettative errate. Sinestetico.

Le sfumature di ossidazione e di ruggine del millesimo 98’aprono su toni freddi e salmastri. Al palato l’attacco glicerico è prontamente equilibrato dal contributo minerale del Flysch, tipico sottosuolo friulano, caratterizzando una persistenza lunga e dinamica.

L’animo del millesimo 05” è diverso, interessante il paragone con il Breg 98” pre anfora. Al naso il bouquet presenta note agrumate di lime e cedro, a seguire erbe officinali su fondo minerale. Al palato, la struttura morbida è interfacciata dal nerbo fresco e dalla percezione tannica. Il retrogusto è segnato dalle note di nocciola e mandorla. La scia minerale amplifica le sensazioni percepite.

Ribolla 2000, 2001, 2002, 2003, 2004, 2005

Ogni annata è una storia a se, questo è vero, ma in una verticale con millesimi così vicini corri il rischio di ritrovarti più di qualche denominatore comune. Il lungo contatto con le bucce e la sosta in anfora incidono molto in questo. La sensazione che abbiamo avuto e quella di vini autentici ma simili in questo stadio di evoluzione. Siamo sicuri che con il tempo si faranno, mostrando ognuno il proprio carattere. Potremmo inventarci mille poesie e tutte credibili per raccontare la Ribolla, ma il nostro stile è altra cosa.

D’altra parte, Gravner sostiene che i suoi vini devono piacere soprattutto a lui, bene! Anche il nostro stile deve piacere soprattutto a noi.

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