Guida I Vini d’Italia 2017 – Presentazione 20 ottobre 2016 – Stazione Leopolda (FI)

Trecento bottiglie. Preziose. Selezionate dopo 20mila degustazioni e ordinate per valore in tre distinte classifiche: i 100 vini “da conservare”, destinati cioè ad affinarsi e migliorare nel tempo; i 100 “da comprare”, per l’ottimo rapporto qualità-prezzo; e i 100 “da bere subito”, importanti ed eccellenti, che si possono stappare con piacere immediatamente. È questa l’essenza della guida “I Vini d’Italia 2017” dell’Espresso, curata da Andrea Grignaffini e Antonio Paolini e dagli autori Sabatino Sorrentino (Presidente Gurus), Maurizio Valeriani, Alessio Pietrobbattista, Alessandra Piubello, Aldo Fiordelli, Elio Ghisalberti e Davide Scapin. In edicola e in libreria dal 14 ottobre. Frutto di un lavoro di gruppo meticoloso, documentato passo passo con testi e foto sugli account Facebook, Twitter e Instagram della guida.

Tra le tante novità, una forse è più importante delle altre: per la prima volta spariscono i punteggi, quelle frazioni su cui i critici enologici discutevano a lungo prima di esprimere un giudizio, bizantinismi a volte incomprensibili per i consumatori. «Ci siamo resi conto che la qualità media dei vini è cresciuta molto, consapevolezza e capacità tecnica sono diventate patrimonio diffuso: oggi è difficile trovare un vino cattivo», sintetizza Paolini: «In un quadro del genere, tra i punteggi delle bottiglie ci sarebbero stati scarti infinitesimali: tema appassionante per gli addetti ai lavori, forse, ma non per chi va in enoteca».

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